il farmaco

Il farmaco rappresenta una delle sintesi più alte del progresso compiuto dall'umanità nella sua storia. La lotta contro il dolore, la malattia e la morte è infatti da sempre la priorità assoluta del genere umano, il cui percorso di sviluppo è stato segnato e reso possibile anche - se non soprattutto - dalle progressive conquiste della scienza medica, favorita e sostenuta dal decisivo contributo di ricerca dell'industria farmaceutica.

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Come nasce un farmaco

La vita di un farmaco ha inizio nella mente di un team interdisciplinare di ricercatori, composto da farmacologi, biologi e chimici.
Il primo passaggio consiste nella determinazione del cosiddetto "bersaglio farmacologico", ossia l'elemento o il meccanismo biologico su cui intervenire per modificare il percorso di una malattia.
Una volta selezionato il bersaglio farmacologico si procede al secondo

 obiettivo, cioè all'identificazione di sostanze in grado di legarsi in modo specifico e selettivo al bersaglio e di modificarne i meccanismi d'azione in modo tale da ottenere un effetto terapeutico: queste sostanze vengono chiamate "lead compound" o "composti guida" e sono i precursori del farmaco vero e proprio.
Per identificare le molecole guida il ricercatore utilizza diversi approcci scientifici.

Il più classico è quello di passare al setaccio un gran numero di sostanze biologiche - si dice che si effettua uno screening random - allo scopo di individuare le molecole che possiedono le potenzialità terapeutiche desiderate. In questo tipo di approccio, la molecola guida può essere di origine naturale (viene estratta da piante, microrganismi o terreni) o sintetica (viene prodotta artificialmente dall'uomo). La "rational drug discovery" è invece una tecnica che procede in modo inverso rispetto a quello classico: anziché analizzare migliaia di sostanze alla ricerca della molecola "giusta", il ricercatore "crea" un composto ad hoc per il bersaglio che intende andare a colpire. In questo tipo di approccio la molecola guida è di natura sintetica.

La maggior parte dei medicinali oggi in commercio è di origine sintetica, in quanto la disponibilità di sofisticate apparecchiature completamente automatizzate e informatizzate che effettuano gli screening, sintetizzano migliaia di composti e li analizzano - ha permesso all'industria farmaceutica di ridurre i costi di sviluppo e di ottenere risultati in tempi rapidissimi. Inoltre, nel sintetizzare un composto, il ricercatore può apportare tutte le modifiche necessarie affinché esso risponda pienamente alle caratteristiche di buona tollerabilità, sicurezza, lunghezza della durata d'azione, eccetera.

Una parte dei farmaci è invece di origine naturale. La natura è infatti da sempre fonte preziosa di sostanze dotate di straordinarie proprietà terapeutiche.
In particolare, un quarto dei medicinali deriva dalle piante; tra questi spiccano farmaci che hanno fatto la storia della medicina, come la digitale - nota sostanza cardiostimolante - ricavata dalle foglie di Digitalis purpurea, o il tassolo, capostipite di una famiglia di antitumorali, ottenuto dalla corteccia di Taxus brevifoglia.
Il regno vegetale è dunque oggetto di grande attenzione da parte dell'industria farmaceutica, anche in virtù del fatto che sinora è stato studiato meno dell'1% delle piante potenzialmente dotate di proprietà medicinali.
Una volta scoperta la molecola guida si parte con la sperimentazione.

I primi test si effettuano in laboratorio, questa fase prende il nome di sperimentazione preclinica. Il ricercatore utilizza i cosiddetti modelli sperimentali della malattia per accertare l'efficacia del farmaco. Sono sistemi biologici in cui vengono riprodotte le stesse condizioni presenti nella patologia: si utilizzano colture di cellule fatte crescere in laboratorio (modelli in vitro) oppure si ricorre agli animali da laboratorio (modelli in vivo).
La fase successiva è la ricerca clinica, ovvero: "Qualsiasi studio sull'uomo finalizzato a scoprire o verificare gli effetti clinici, farmacologici, e/o altri effetti come il meccanismo d' azione, l'assorbimento, la distribuzione, il metabolismo, l'eliminazione, le interazioni con altri farmaci, etc". Per i farmaci che passano con successo queste due fasi della sperimentazione viene richiesta l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC).Una volta in commercio il farmaco continua ad essere monitorato per verificarne la tollerabilità e la sicurezza a lungo termine .

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